Le nuove norme dell’UE sul crowdfunding

Devi sapere che il mercato europeo del crowdfunding è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, diventando una delle forme di finanziamento preferite da aziende e privati cittadini. E nel tempo è destinato a crescere ancora.

Questo grazie agli investitori, che cercano opportunità di rendimento, e alle aziende e alle persone, che grazie a piattaforme web di crowdfunding possono raccogliere finanziamenti per i loro progetti.

Perché sono nate norme sul crowdfunding europeo?

Quando si parla di nuove regole sugli investimenti e sui finanziamenti, è normale aspettarsi una certa preoccupazione sia da parte degli investitori sia da parte dei proprietari di progetti in cerca di finanziamenti.

In realtà la creazione di norme che regolino il crowdfunding all’interno dell’Unione europea non è nuova, ma risale al 2015, quando fu proposta per rilanciare l’Unione dei mercati dei capitali (CMU) dell’UE.

Il crowdfunding viene visto come un importante fonte di finanziamento non bancario, in grado di creare crescita economica, competitività e anche posti di lavoro.

Le nuove norme dell’UE sul crowdfunding entreranno in vigore a partire dal 10 novembre 2021.

Dove vengono applicate le norme sul crowdfunding?

Il regolamento usa l’acronimo ECSP (European Council of Shopping Places), ma di fatto si tratta delle piattaforme di crowdfunding, cioè dei fornitori di servizi di crowdfunding europei, dividendole in 2 categorie in base al metodo di raccolta fondi (o, meglio, di finanziamento collettivo):

1 – Piattaforme di crowdfunding basate su prestiti: dette anche piattaforme di prestito peer-to-peer o P2P. Aziende o privati che prestano denaro direttamente a imprese o consumatori proprietari di un progetto, per ottenere un ritorno finanziario dal pagamento degli interessi e dal rimborso del capitale versato.

2 – Piattaforme di crowdfunding basate sugli investimenti: in questo caso gli investitori possono investire direttamente nelle imprese, acquistando valori mobiliari emessi dal proprietario del progetto, come azioni, obbligazioni o altri titoli di debito.

C’è comunque un tetto limite agli investimenti, stabilito fino a 5 milioni di euro, calcolati su un periodo di 12 mesi per titolare del progetto. Se le offerte superano questa soglia, rientrano nelle norme previste dalla Seconda Direttiva sui mercati degli strumenti finanziari e dal Regolamento sui prospetti.

Cosa implicano queste norme UE sul crowdfunding per chi cerca finanziamenti?

Vediamo cosa c’è di positivo in queste nuove regole sul crowdfunding europeo. Intanto bisogna sottolineare che, a partire dalla data del 10 novembre prossimo, quando appunto entrerà in pieno vigore la nuova normativa, tutte le piattaforme di crowdfunding dovranno garantire la conformità delle loro attività al nuovo Regolamento ECSP.

Regolamento che presenta un’innovazione nel settore del crowdfunding: la piattaforma che fornisce il servizio di finanziamento collettivo può stipulare un accordo con l’investitore, che prevede di destinare una parte dei fondi ricevuti a uno o più progetti di crowdfunding presenti in quella piattaforma.

Le piattaforme di crowdfunding, inoltre, devono presentare una richiesta di autorizzazione all’autorità competente dello Stato membro. Per l’Italia quest’autorità è la Consob.

Ma c’è anche un’altra importante novità che devi conoscere: le nuove norme puntano a tutelare al massimo gli investitori – grazie a requisiti precauzionali, diritti e obblighi di trasparenza e divulgazione delle informazioni –, a ridurre i rischi del crowdfunding e a un trattamento equo dei clienti.

In che modo? Semplice: le piattaforme di crowdfunding dovranno “assicurare che i progetti sulle loro piattaforme siano selezionati in modo professionale, imparziale e trasparente, e che i servizi di crowdfunding siano forniti nello stesso modo”, come si legge al punto 18 del regolamento.

Inoltre non devono accettare compensi per indirizzare gli investitori verso una particolare offerta di investimento.

Verso un servizio migliore di crowdfunding

Ciò che ha messo in atto il nuovo regolamento dei finanziamenti collettivi è un miglioramento del servizio per i clienti che vogliano lanciare un proprio progetto commerciale o economico e per gli investitori che intendano finanziarlo, ora tutelati da precise norme e grazie anche all’agevolazione degli investimenti.

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